Sprechi alimentari: call attiva

La Commissione europea, nell’ambito del Single Market Programme (SMP Food), ha attivato la call  EU support to Stakeholders to improve measurement of food waste and help implement food waste prevention in their operations and organisation – 2026-2027 (SMP-FOOD-2026-FW-STAKEHOLDERS-PJ), con il fine di ridurre gli sprechi alimentari. 

La deadline per la presentazione delle proposte è fissata 15 ottobre 2026, ore 17:00 Brussels time. Il budget stimato disponibile per il bando è di 4 mln di €. Il contributo richiesto per ciascun progetto è di  300.000 euro. I costi saranno rimborsati nella misura del 50%, conformemente al tasso di finanziamento previsto dal Grant Agreement.

Sono ammissibili persone giuridiche (organismi pubblici o privati).  Il bando è aperto sia a beneficiari singoli (mono-beneficiary) sia a beneficiari multipli organizzati in partenariato (consorzio). Nel caso di consorzi, uno dei beneficiari deve essere un’organizzazione rappresentativa delle PMI. I consorzi multi-stakeholder possono essere costituiti da soggetti privati oppure da partenariati pubblico-privati.

La call sugli sprechi alimentari attua uno degli obiettivi dell’area alimentare nell’ambito del Programma per il Mercato Unico, al fine di di sostenere una produzione e un consumo alimentare sostenibili attraverso la prevenzione e la riduzione degli sprechi alimentari, anche mediante attività di condivisione delle informazioni e sensibilizzazione. Nell’Unione europea vengono generati ogni anno oltre 58 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, con costi associati stimati in 132 miliardi di euro. Dal 2016 l’Unione europea ha attuato un piano d’azione dedicato alla riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari, comprendente sia misure normative sia interventi non normativi.

Gli obiettivi specifici della call sono: 

  • supportare gli stakeholder dell’UE nell’attuazione di iniziative efficaci di prevenzione degli sprechi alimentari all’interno delle proprie attività e organizzazioni o lungo l’intera filiera alimentare, comprese le azioni rivolte ai consumatori;
  • promuovere la collaborazione tra i diversi settori della filiera alimentare, in particolare tra produttori, trasformatori/industrie alimentari, grossisti, dettaglianti e innovatori, al fine di accelerare l’adozione di pratiche di prevenzione degli sprechi e di valorizzazione delle eccedenze;
  • sostenere i banchi alimentari e altre organizzazioni impegnate nella redistribuzione degli alimenti nelle attività di trasformazione e/o valorizzazione delle eccedenze recuperate dagli operatori commerciali del settore alimentare, nonché nelle pratiche di redistribuzione e stoccaggio.

 

La Commissione europea è particolarmente interessata a soluzioni e tecnologie già pronte per l’implementazione, in condizioni prossime al mercato e su scala industriale o commerciale, durante la durata del progetto.

Il programma finanzia in particolare progetti che sviluppano, testano e dimostrano approcci innovativi per prevenire e ridurre gli sprechi alimentari (ad esempio in materia di organizzazione, gestione, cooperazione intersettoriale, ecc.), includendo sia innovazioni sociali sia innovazioni tecnologiche.

Le proposte dovranno descrivere in che modo viene applicato l’approccio “Target–Measure–Act” nelle quattro fasi riportate di seguito:

  • realizzazione di una diagnosi iniziale degli sprechi alimentari, al fine di comprendere l’entità del problema e individuare i “punti critici” (hotspots) che richiedono interventi specifici (ad esempio, gruppi target o situazioni in cui si generano sprechi alimentari). Tale analisi può basarsi su una diagnosi già effettuata in precedenza. Il processo adottato dovrà essere chiaramente descritto nella proposta;
  • definizione di obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari, facendo riferimento a una baseline specifica. Le proposte progettuali dovranno definire obiettivi SMART (Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti e Temporizzati) e indicatori chiave di prestazione (KPI) specifici da utilizzare per monitorare i progressi conseguiti. Tali KPI dovrebbero idealmente includere la riduzione degli sprechi alimentari e/o altri indicatori, quali cambiamenti nel livello di consapevolezza e negli atteggiamenti, nonché indicatori di risultato come il numero di persone raggiunte dalle attività;
  • sviluppo e attuazione di azioni mirate ad affrontare i punti critici individuati durante la diagnosi iniziale degli sprechi alimentari;
  • realizzazione di una valutazione finale al termine del progetto, al fine di comprendere i risultati ottenuti attraverso l’attuazione delle azioni e i progressi compiuti rispetto agli obiettivi e ai KPI definiti.
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