Una PMI francese attiva nel settore del riciclo e della produzione di leghe non ferrose è alla ricerca di partner industriali e scientifici per risolvere una specifica sfida tecnologica che limita il recupero efficiente di materiali metallici provenienti da prodotti a fine vita.
La sfida tecnologica
L’azienda tratta principalmente scarti metallici e componenti realizzati in leghe di zinco e alluminio destinati a essere trasformati in nuove materie prime per l’industria. Una parte significativa di questi materiali presenta però trattamenti superficiali a base di stagno (Sn) e/o rivestimenti di nichel-cromo (Ni/Cr), applicati per migliorarne la resistenza all’usura e le caratteristiche estetiche.
La presenza di tali rivestimenti rappresenta una criticità rilevante nel processo di riciclo. In particolare, anche quantità molto ridotte di stagno possono compromettere il rispetto dei requisiti di purezza previsti dagli standard internazionali per alcune leghe non ferrose commercializzate dall’impresa. Per questo motivo, prima della rifusione e del recupero del metallo, risulta necessario rimuovere completamente questi elementi presenti sulla superficie dei componenti.
I tentativi di eliminazione mediante processi meccanici non hanno prodotto risultati soddisfacenti. L’azienda ha pertanto orientato la propria ricerca verso soluzioni di natura chimica.
Un precedente progetto di sviluppo ha consentito di ottenere una metodologia sperimentale a basso livello di maturità tecnologica (TRL), i cui risultati sono oggi di proprietà della PMI. Tuttavia, la soluzione sviluppata presenta alcuni limiti tecnici che ne ostacolano l’applicazione su scala industriale, tra cui una significativa generazione di calore durante il trattamento.
La collaborazione richiesta
Per superare queste criticità, l’impresa francese intende avviare una nuova collaborazione nell’ambito di un accordo di ricerca e sviluppo (R&D Cooperation Agreement) con partner dotati di competenze specifiche nei processi chimici applicati ai metalli.
L’obiettivo della cooperazione può seguire due percorsi distinti. Da un lato, il partner potrà lavorare sull’ottimizzazione e industrializzazione della metodologia già esistente, utilizzando il rapporto tecnico e i risultati sperimentali messi a disposizione dall’azienda. Dall’altro, sarà possibile sviluppare una nuova ricerca partendo da zero, finalizzata alla realizzazione di un processo chimico capace di rimuovere efficacemente stagno, nichel e cromo da rottami metallici in leghe di zinco o zinco-alluminio.
Le tipologie di partner
La ricerca è rivolta a università, centri di ricerca, laboratori specializzati nei materiali e nelle tecnologie metallurgiche, nonché a PMI e imprese industriali con esperienza nei trattamenti chimici dei metalli e nei processi di separazione e rimozione di elementi metallici da leghe complesse.
Il partner selezionato dovrà contribuire allo sviluppo della formulazione chimica e del relativo processo industriale, fornendo una soluzione che l’azienda francese potrà successivamente testare e integrare nei propri impianti di riciclo.
Innovazione ed economia circolare per un riciclo più efficiente
L’iniziativa si colloca nell’ambito delle tecnologie per l’industria ad alta intensità energetica e interessa direttamente i settori dei metalli e delle leghe non ferrose, dei prodotti chimici speciali e dei processi avanzati di recupero delle materie prime. Il progetto rappresenta inoltre un’opportunità per contribuire allo sviluppo di tecnologie innovative a supporto dell’economia circolare e della sostenibilità industriale, in linea con gli obiettivi europei di innovazione e con il Goal 9 delle Nazioni Unite dedicato a Industria, Innovazione e Infrastrutture.
Le organizzazioni interessate a partecipare al progetto possono candidarsi come partner di ricerca e sviluppo, mettendo a disposizione competenze scientifiche e industriali per affrontare una delle sfide più attuali nel campo del riciclo avanzato dei metalli.
Per manifestare l’interesse scrivere a een@spin.srl

