Sustainable Blue Economy Partnership: nuova call

La Sustainable Blue Economy Partnership ha preannunciato l’apertura del quarto bando transnazionale congiunto. Il bando sarà attivo dal 14 settembre 2026, ore 15:00 CEST. La data è però provvisoria. 

Il Partenariato, composto da 32 Paesi, si impegna a promuovere soluzioni sostenibili per accelerare la transizione verde e digitale delle attività economiche negli oceani, nei mari e nelle aree costiere. L’obiettivo è rafforzare l’economia blu dell’Unione europea attraverso l’allineamento delle priorità di ricerca e innovazione a livello nazionale, regionale ed europeo.

La visione della Sustainable Blue Economy Partnership consiste nel:

  • progettare, orientare e sostenere una transizione giusta e inclusiva verso un’economia blu rigenerativa, resiliente e sostenibile;
  • favorire la trasformazione necessaria per conseguire, entro il 2030, un’economia blu climaticamente neutra, sostenibile, produttiva e competitiva;
  • creare, migliorare e preservare la salute degli oceani e il benessere sociale, ambientale ed economico delle persone entro il 2050.

 

Il quarto bando cofinanziato della Sustainable Blue Economy Partnership mira a sostenere progetti transnazionali di ricerca e innovazione, della durata di 36 mesi, riguardanti una delle quattro aree prioritarie indicate di seguito, compatibilmente con le aree finanziate dagli enti finanziatori partecipanti:

  • Area prioritaria 1: transizione dei settori dell’economia blu verso la sostenibilità e l’autonomia strategica;
  • Area prioritaria 2: gestione degli usi del mare attraverso lo sviluppo di approcci digitali e basati sugli ecosistemi;
  • Area prioritaria 3: promozione di biorisorse blu sostenibili mediante l’innovazione nella produzione e nel prelievo delle risorse marine;
  • Area prioritaria 4: rafforzamento della resilienza delle comunità costiere, delle infrastrutture e delle imprese.

 

Raccomandazioni e criteri di ammissibilità

I progetti presentati nell’ambito del bando devono essere orientati all’impatto e contribuire alla transizione verso un’economia blu capace di assicurare un futuro più resiliente e di favorire il conseguimento degli obiettivi di neutralità carbonica, seguendo un approccio basato sui percorsi d’impatto.

Si raccomanda che le proposte prendano in considerazione almeno due bacini marittimi europei tra il Mar Baltico, il Mar Nero, il Mar Mediterraneo, il Mare del Nord e l’Oceano Atlantico, valutando l’impatto del progetto sui diversi bacini. Le proposte possono riguardare mari regionali europei, come il Mare Adriatico, il Mar Egeo, l’Artico, il Mare di Barents e il Mar Celtico, ma devono interessare almeno due diversi bacini marittimi dell’UE.

Il bando riunisce risorse finanziarie nazionali e regionali grazie alla partecipazione di 35 enti finanziatori provenienti da 28 Paesi, alle quali si aggiunge il contributo dell’Unione europea. Partecipano 20 Stati membri, 7 Paesi associati e 1 Paese terzo: Belgio, Brasile, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Isole Fær Øer, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Montenegro, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Tunisia, Turchia e Ucraina. Il bilancio complessivo stimato ammonta a circa 37 milioni di euro.

Per essere ammissibile, ogni consorzio deve comprendere partner di progetto idonei provenienti da almeno tre diversi Paesi partecipanti al bando, i quali richiedano sostegno finanziario ad almeno tre diversi enti finanziatori coinvolti. Oltre alla condizione sopraindicata, i progetti devono coinvolgere almeno due soggetti giuridici indipendenti, provenienti da due diversi Stati membri dell’UE o Paesi associati a Horizon Europe e ammissibili ai finanziamenti dell’UE nell’ambito del bando. È consentita la partecipazione di partner autofinanziati, compresi quelli provenienti da Paesi e/o regioni che non partecipano al bando cofinanziato; tali partner, tuttavia, non concorrono al raggiungimento della dimensione minima del consorzio prevista ai fini dell’ammissibilità.

I candidati sono vivamente incoraggiati a coinvolgere nella proposta, in qualità di partner o partner autofinanziati e conformemente alle normative nazionali o regionali, soggetti interessati quali piccole e medie imprese (PMI), industrie, autorità, pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni della società civile. Il coinvolgimento di tali soggetti nei progetti di ricerca rafforzerà la rilevanza degli interventi sotto il profilo dell’innovazione, delle politiche pubbliche e della società, accrescendone in ultima analisi l’impatto.

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