S+T+ARTS Hungry EcoCities: proposta di successo con il supporto EEN

Le Terre di Zoè, grazie ai servizi erogati da SPIN – Ricerca Innovazione e Trasferimento Tecnologico S.r.l., in qualità di partner Enterprise Europe Network, ha avuto la possibilità di presentare una proposta di successo nell’ambito della call Horizon S+T+ARTS Hungry EcoCities. Nell’ambito della call, infatti, sono stati selezionati i progetti di 9 PMI europee del settore agroalimentare interessate a sperimentazioni tra arte e tecnologia per migliorare la progettazione di prodotti/servizi e/o i processi produttivi all’interno della filiera agroalimentare.

Le Terre di Zoè è un’azienda a conduzione familiare, che opera nel settore agroalimentare. È nata come impresa olivicola. Nel corso degli anni si è trasformata fino ad evolversi in un’impresa multifunzionale. Accanto alla produzione primaria, ha sviluppato attività di trasformazione, commercializzazione diretta, agriturismo e fattoria didattica.

L’azienda si caratterizza per un forte focus sulla sostenibilità sia economica che ambientale e, anche grazie al supporto di Enterprise Europe Network, ha presentato proposte di successo nell’ambito di diverse call europee.

Per quanto riguarda la call S+T+ARTS Hungry EcoCities, l’azienda ha avuto modo di sviluppare, in collaborazione l’artista Betiana Pavón, ‘Compostable Altar: Offering to the Earth’, un progetto incentrato sulla creazione di un’opera d’arte realizzata con materiali bio-based. Come parte del progetto collaborativo, l’azienda e l’artista hanno prodotto sculture biomateriali sfruttando la tecnologia della stampa 3D e l’elaborazione dei dati tramite intelligenza artificiale. In particolare, le opere sono generate attraverso l’elaborazione, guidata dall’IA, di dati numerici come l’umidità del suolo, la temperatura del terreno e i valori nutrizionali. In altre parole, costituiscono una rappresentazione artistica del monitoraggio numerico del suolo agricolo. L’opera risultante, composta da biomateriali arricchiti di nutrienti, rilascia il contenuto nutrizionale in essa integrato direttamente sul terreno agricolo. I biomateriali utilizzati derivano in particolare da scarti agricoli biologici stagionali.

L’iniziativa ha quindi affrontato la sfida della gestione dei rifiuti attraverso un modello circolare che intreccia obiettivi ecologici e arte, e che coinvolge l’uso di tecnologie come l’intelligenza artificiale e la stampa 3D.

Condividi