Uno spin-off spagnolo, specializzato nella valorizzazione sostenibile dei residui agro-industriali tramite processi avanzati di pirolisi per ottenere carbone attivato e prodotti correlati, sta sviluppando una soluzione innovativa per produrre biochar attivato a partire da residui di biomassa vegetale e cerca partner tecnologici per co-sviluppare un reattore pirolitico integrato, che sia comprensivo di una zona di pre-pirolisi e una zona di attivazione ad alta temperatura all’interno di un unico sistema, per la produzione di biochar attivato. L’obiettivo è migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale, diminuendo le emissioni di gas serra associate alla gestione convenzionale della biomassa.
Il reattore pirolitico integrato: descrizione
Dunque, il reattore pirolitico a caricamento continuo avrà due stadi termici distinti:
1. Zona di pre-pirolisi (≈450 °C)
Obiettivo: devolatilizzazione iniziale e preparazione strutturale della biomassa.
Caratteristiche:
-
Riscaldamento indiretto tramite resistenze esterne o circolazione di olio termico per un controllo preciso della temperatura.
-
Flusso di gas inerte per evitare l’ossidazione e facilitare la rimozione dei gas verso il sistema di trattamento degli effluenti.
2. Zona di attivazione (700–800 °C)
Obiettivo: attivazione fisica del carbonio mediante reazioni controllate di gassificazione.
Caratteristiche:
-
Introduzione dell’agente attivante esclusivamente in questa sezione, per garantire l’attivazione su una matrice carboniosa stabilizzata.
3. Sistema di gestione dei gas
-
Estrazione continua e trattamento degli effluenti generati durante pirolisi e attivazione.
4. Materiali e costruzione
-
Reattore realizzato in acciaio inox ad alta resistenza termica e chimica, con isolamento esterno per minimizzare le dispersioni di calore.
-
Coclea motorizzata sincronizzata con il sistema di alimentazione per un flusso continuo e regolabile di biomassa.
-
Capacità target: 250–300 kg di biomassa/ora.
Vantaggi e innovazione del reattore pirolitico integrato
A differenza dei sistemi convenzionali, in cui l’attivazione avviene in un reattore separato, questo design integrato riduce le perdite energetiche e ottimizza l’efficienza del processo. La soluzione promuove inoltre la circolarità permettendo il recupero energetico dai gas di pirolisi.
Specifiche tecniche o competenze richieste
Il partner ideale dovrebbe avere comprovata esperienza in:
- progettazione e costruzione di reattori di pirolisi avanzati, in particolare quelli con zone termiche differenziate per pre-pirolisi e attivazione;
- ingegneria termica e dei materiali, con competenza in acciai inossidabili ad alta resistenza termica e chimica;
- integrazione energetica, inclusa la tecnologia per l’utilizzo dei gas generati durante la pirolisi (ricircolo e conversione energetica);
- clienti nei settori del recupero dei rifiuti agricoli, bioenergia o trattamento della biomassa, con capacità di adattare le soluzioni a vari contesti industriali.
Ruolo previsto dal partner per lo sviluppo del reattore pirolitico integrato
- Realizzare il reattore di pirolisi descritto, che include una zona di pre-pirolisi a 450 °C e una zona di attivazione a 700–800 °C, con alimentazione continua tramite coclea.
- Collaborare allo sviluppo tecnico del sistema, garantendo efficienza energetica e corretta integrazione della gestione dei gas.
- Assicurare la fattibilità industriale del design, adattandolo alle esigenze specifiche dell’azienda.
- Rispettare i requisiti normativi relativi ai materiali, all’isolamento termico e alla sincronizzazione dei sistemi meccanici.

