Biotechnology for Healthy Ageing: ricerca partner di progetto

EIC Pathfinder Challenges 2026 «Biotechnology for Healthy Ageing: ricerca partner di consorzio

Un’Università turca sta sviluppando una proposta di progetto focalizzata su un nuovo approccio metodologico per la ricerca sull’invecchiamento sano, da proporre nell’ambito della call EIC Pathfinder Challenges 2026 – «Biotechnology for Healthy Ageing».  L’obiettivo è valutare nel tempo, senza marcatori e senza distruggere i campioni, i cambiamenti delle proprietà meccaniche funzionali di cellule muscoloscheletriche umane vive. Combinando stimolazione meccanica controllata, misurazione ottica non distruttiva e biologia dell’invecchiamento, il progetto intende rilevare l’evoluzione dell’invecchiamento funzionale prima che questa diventi evidente attraverso i biomarcatori convenzionali misurati al termine dell’esperimento.

L’idea centrale è osservare come cambia nel tempo la risposta funzionale delle cellule vive, senza basarsi esclusivamente sui biomarcatori convenzionali misurati al termine dell’esperimento. La metodologia proposta integra stimolazione fisica controllata, valutazione ottica non invasiva e validazione biologica in un unico quadro sperimentale. Sarà così possibile osservare ripetutamente gli stessi sistemi biologici durante il processo di invecchiamento, preservandoli per misurazioni successive e analisi biologiche complementari.

Il progetto studierà i cambiamenti funzionali legati all’età utilizzando modelli cellulari muscoloscheletrici umani rappresentativi di diverse fasce d’età e condizioni biologiche. Le misurazioni longitudinali saranno confrontate con indicatori biologici consolidati dell’invecchiamento e della senescenza cellulare, per stabilire se durante l’invecchiamento emergano cambiamenti funzionali misurabili e quale sia la loro relazione temporale con i marcatori biologici convenzionali.

Una delle principali domande scientifiche è se sia possibile rilevare alterazioni funzionali prima che queste risultino evidenti attraverso le misurazioni comunemente effettuate al termine dell’esperimento. Accertare tale relazione potrebbe offrire ai ricercatori un nuovo modo di studiare le dinamiche dell’invecchiamento, valutare gli interventi biologici e analizzare il passaggio da una funzionalità cellulare sana al declino associato all’età.

Il progetto riunisce competenze in misurazioni ottiche avanzate, ingegneria, meccanobiologia e ricerca sull’invecchiamento. La metodologia è concepita per integrare le analisi biologiche consolidate, aggiungendo una dimensione funzionale agli studi sull’invecchiamento.

Biotechnology for Healthy Ageing: il partner di R&S cercato 

Il consorzio cerca una PMI attiva nelle biotecnologie, nella medicina rigenerativa, nella biologia cellulare o in un settore affine, che partecipi al progetto come beneficiaria a pieno titolo e contribuisca allo sviluppo e alla validazione biologica. Le espressioni di interesse per aderire al consorzio devono essere inoltrate entro il 28 ottobre 2026. 

Idealmente, la PMI dovrebbe disporre di:

  • accesso a cellule muscoloscheletriche umane primarie provenienti da donatori di diverse fasce d’età e/o a tessuti umani ottenuti nel rispetto dei requisiti etici, in particolare cellule stromali/staminali mesenchimali derivate dal midollo osseo (BM-MSC) e condrociti articolari di donatori giovani e anziani;
  • esperienza consolidata nell’isolamento, nell’espansione e nella caratterizzazione di cellule umane primarie, con le necessarie autorizzazioni etiche e/o collaborazioni già avviate con strutture cliniche o fornitori di tessuti;
  • esperienza nei modelli di invecchiamento e senescenza cellulare, comprese l’induzione e la caratterizzazione degli stati senescenti e l’impiego di pannelli validati di marcatori dell’invecchiamento e della senescenza;
  • capacità di coltivare cellule vive a lungo termine e osservarle longitudinalmente, preferibilmente mediante acquisizione di immagini di cellule vive e monitoraggio ripetuto degli stessi campioni biologici per periodi prolungati;
  • competenze in biologia muscoloscheletrica, medicina rigenerativa, meccanobiologia, osteoartrite, biologia della cartilagine o ambiti correlati;
  • capacità di definire controlli biologici e condizioni di riferimento riproducibili, necessari per validare una nuova metodologia di ricerca.

 

Il ruolo del partner di R&S nel progetto

L’azienda selezionata dovrà partecipare come partner di R&S alle attività scientifiche del progetto, contribuendo alla progettazione degli esperimenti, alla validazione biologica, all’interpretazione dei risultati e ai pertinenti risultati previsti dal progetto. È preferibile che possa guidare o co-guidare le attività biologiche all’interno del consorzio.

Una precedente partecipazione a Horizon Europe o ad altri progetti collaborativi internazionali di ricerca e sviluppo costituisce un vantaggio, ma non è obbligatoria. Le specifiche tecniche dettagliate della piattaforma di misurazione e della metodologia sperimentale saranno condivise con i candidati idonei nel corso di successive discussioni riservate.

Il partner di R&S metterà a disposizione competenze nella biologia delle cellule muscoloscheletriche umane, nell’invecchiamento cellulare e/o nella medicina rigenerativa e contribuirà alla definizione di modelli sperimentali biologicamente pertinenti. Sono di particolare interesse le PMI che hanno accesso, direttamente o tramite collaborazioni consolidate con strutture cliniche o fornitori di tessuti, a cellule umane primarie provenienti da donatori di diverse fasce d’età, soprattutto BM-MSC e condrociti articolari.

Il partner contribuirà alla progettazione e alla realizzazione degli esperimenti biologici, comprese la definizione di controlli e condizioni di riferimento appropriati, la coltura cellulare a lungo termine, l’impiego di modelli di invecchiamento e senescenza e la caratterizzazione biologica. Dovrà inoltre sostenere la validazione delle misurazioni funzionali del progetto mediante il confronto con indicatori biologici consolidati dell’invecchiamento e della senescenza.

La PMI lavorerà a stretto contatto con i partner esperti di ingegneria, misurazione e meccanobiologia, affinché la metodologia sia sperimentata in condizioni biologicamente significative e riproducibili. Contribuirà anche all’interpretazione dei risultati sperimentali e alla valutazione della rilevanza biologica dei cambiamenti funzionali osservati.

In base alle proprie competenze e capacità, la PMI potrà assumere la responsabilità di attività o pacchetti di lavoro in ambito biologico, oppure co-guidarli, e contribuire ai risultati previsti dal progetto, alla diffusione, allo sfruttamento dei risultati e alla pianificazione del loro trasferimento verso applicazioni pratiche.

L’organizzazione ricercata dovrà dunque partecipare come effettivo partner di ricerca e innovazione. I protocolli sperimentali dettagliati, le specifiche tecniche e gli aspetti riservati della metodologia saranno discussi soltanto con i candidati idonei nelle fasi successive.

Biotechnology for Healthy Ageing: aspetti innovativi e vantaggi connessi al progetto 

Gli studi attuali sull’invecchiamento si basano in larga misura su analisi molecolari distruttive o misurazioni effettuate al termine dell’esperimento, che offrono soltanto istantanee dello stato biologico. ECHO propone un approccio diverso: misurare ripetutamente e senza distruggere i campioni le proprietà meccaniche funzionali delle stesse cellule umane vive per periodi prolungati.

L’innovazione consiste nell’integrare tre componenti complementari in un’unica metodologia: stimolazione meccanica controllata, misurazione ottica senza marcatori della risposta meccanica cellulare e studio longitudinale dell’invecchiamento. Il progetto riunisce queste componenti in un quadro sperimentale nel quale le cellule vengono sottoposte a uno stimolo, la loro risposta funzionale viene misurata senza distruggerle e le traiettorie osservate vengono messe in relazione con indicatori consolidati dell’invecchiamento e della senescenza.

In questo modo, ciascuna popolazione cellulare può fungere da riferimento per sé stessa nel tempo. I ricercatori potranno studiare quando emerge il deterioramento funzionale, come progredisce e se i primi cambiamenti meccanici precedono i marcatori convenzionali dell’invecchiamento.

I principali vantaggi comprendono:

  • valutazione di cellule vive senza marcatori e senza distruggere i campioni;
  • misurazioni ripetute dello stesso sistema biologico nel tempo;
  • caratterizzazione funzionale dell’invecchiamento, oltre a quella molecolare;
  • integrazione della stimolazione controllata con misurazioni ottiche quantitative;
  • validazione mediante cellule muscoloscheletriche umane suddivise per fasce d’età e marcatori consolidati dell’invecchiamento;
  • potenziale impiego nella valutazione di interventi volti a preservare o ripristinare la funzionalità cellulare.

 

Il progetto intende quindi affiancare alla caratterizzazione statica dell’invecchiamento una misurazione dinamica e longitudinale dell’invecchiamento biologico funzionale, offrendo un nuovo strumento sperimentale per la ricerca sull’invecchiamento sano e lo sviluppo di interventi.

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